E' ormai metà settembre e riprendo la mia attività amatoriale di blogger, sfruttando purtroppo una notizia drammatica che ha colpito stamani tutta l'Italia: la morte di sei paracadutisti della Folgore impegnati in Afghanistan, avvenuta a Kabul in seguito ad un attentato rivendicato dai talebani.
Questi sei giovani italiani vanno così ad aggiungersi alla lista dei nostri caduti in Afghanistan. Ma, a prescindere dalla loro scomparsa, è lecito porsi numerose domande sul conflitto afghano. Su quali siano le sue cause, e su quali potrebbero essere i suoi effetti.
Sono stati gli Stati Uniti i primi, nell'autunno del 2001, ad invadere l'Afghanistan, con lo scopo di catturare il capo dell'organizzazione terroristica Al Qaeda, Osama Bin Laden. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma per parlare di questo delicato argomento sarebbe necessario non un altro post, bensì un libro intero.
L'invasione americana, seguita immediatamente da tutti i Paesi della Nato, è sempre stata mascherata come un intervento volto ad instaurare in terra afghana un regime democratico e liberale, in pieno stile occidentale insomma. Ma così non è, o meglio, la democrazia in Afghanistan non è mai stato il fine di Bush prima e di Obama poi.
A una persona sveglia, che in sostanza è in grado di porsi domande su ciò che propinano di continuo telegiornali e altri mass media, risultano evidenti diversi scricchiolii, per usare un eufemismo, all'interno di ciò che a prima vista potrebbe apparire la questione afghana.
Come mai la popolazione afghana continua a morire sotto le bombe? Come mai i talebani riescono costantemente a trovare l'appoggio di buona parte dei civili? Come mai il commercio dell'oppio non è stato stroncato? Come mai la democrazia e la partecipazione alle elezioni non sembrano attecchire nelle varie comunità? Come mai dopo otto anni la missione continua a risultare un fallimento? E come mai, dopo otto anni, risulta necessario non una graduale diminuizione, bensì un massiccio aumento delle truppe sul campo di battaglia?
La risposta è semplice: con ogni probabilità, ciò che i governi delle varie nazioni impegnate nel conflitto lasciano filtrare verso la popolazione non corrisponde al vero.
Parlando della situazione italiana, è ormai sempre più evidente che la nostra tutto è fuorché una "missione di pace" o "peace keeping" che dir si voglia. I nostri ragazzi laggiù sono costretti a girare su mezzi blindati e a rispondere col fuoco agli attacchi nemici quotidianamente.
I nostri ragazzi si trovano davanti a una guerra: una guerra voluta da altri Paesi, con interessi totalmente diversi dai nostri, ma di fronte ai quali i nostri viscidi governanti calano puntualmente le braghe.
E' scandaloso che una nazione che si definisce "libera" invii e mantenga con i soldi delle nostre tassse 3.000 soldati impegnati in una guerra straniera, contro un popolo inerme appartenente a quello che fino al 2001 era uno Stato sovrano.
La Russa ha definito i talebani come "infami e vigliacchi".
Ma un popolo che lotta per la propria libertà, contro un invasore ingiusto e sfruttatore, va considerato infame e vigliacchio?
E ancora: non vi pare che La Russa ci faccia una mera figura? Lui che quei ragazzi in Afghanistan a combattere contro il nulla ce li ha mandati, standosene comodo comodo nella sua comoda e stipendiata poltrona parlamentare, non meriterebbe forse per primo gli aggettivi di "infame" e "vigliacco"?
Io direi di sì.
giovedì 17 settembre 2009
Vittime di una guerra sbagliata.
giovedì 23 luglio 2009
Estate 2009
La calura e la baldoria estive ridimensionano notevolmente il raggio di azione di noi blogger.
Per quanto mi riguarda ho passato l'esame di maturità e il prossimo anno mi iscriverò all'università. Per quanto riguarda la situazione politica italiana e internazionale...beh siamo nella merda.
Ci sentiamo in autunno.
giovedì 18 giugno 2009
Il putsch della birreria di Teheran
Mahmoud Ahmadinejad è stato riconfermato a furor di popolo come Presidente della Repubblica islamica d'Iran.
Il 65% degli iraniani ha espresso la sua fiducia verso il Presidente uscente, bocciando ancora una volta i "moderati riformisti" di Mussavi.
Il verdetto elettorale, però, non è andato giù ai poteri forti della politica mondiale, vedi Usa e Israele.
Questi infatti, utilizzando la vecchia arma dei massa media, che tanto successo ha nel nostro occidente, hanno avviato una vera e propria campagna di controinformazione in Iran e nel mondo.
A dimostrazione di ciò vi sono i numerosi appelli degli Usa verso gli iraniani a filmare e diffondere video su You Tube e i vari social networks, col preciso intento di supplire alle restrizioni imposte dal governo iraniano ai giornalisti stranieri giunti a Teheran.
E' ovvio che l'obiettivo americano è quello di mettere al governo del Paesi i riformisti, non propriamente filo-Usa, ma sicuramente più facilmente influenzabili rispetto ai conservatori di Ahmadinejad, appoggiati dalla guida spirituale del Paese Khamenei.
Maestose manifestazioni di piazza sono state indette a Teheran, con i partecipanti che sventolavano cartelli plastificati e scritti al computer in perfetta lingua inglese... Quasi fossero stati distribuiti da misteriosi terzi.
Un tentativo di colpo di Stato in pieno stile Usa quindi.
Dopo tutto questa è la nuova tattica adottata dal pacifista Obama: anzi che aggredire esplicitamente i Paesi nemici, come fece Bush, è meglio fingere una convergenza (vedi il vaneggiante "discorso all'Islam" del Cairo) per poi attaccare dall'ombra, mediante appunto un vero e proprio colpo di Stato.
Obama è più pericoloso di Bush: preferisce agire da dietro le quinte, ponendo la mano da un lato, e infilzandoti alle spalle dall'altro. La sua sporca faccia nera da benefattore alla Martino Lutero Re non è altro che la maschera che si è messo un intero Paese, il primo degli Stati-canaglia, che da settant'anni altro non fa che spargere guerra, discordia e morte nel mondo spacciandola per libertà e democrazia.
I risultati sono la disarmante Europa di oggi, senza più capo né coda, i risultati sono l'Iraq che muore di fame ma che vince i campionati asiatici di calcio, i risultati sono milioni o forse miliardi di persone nel mondo costrette a vivere sotto l'umiliante giogo straniero, che compra la libertà e la dignità di un popolo in cambio del consumismo e della lussuosità più immorali.
Vergognati Obama, vergognatevi americani e vergognatevi europei, che guardate dalle vostre usurate poltrone l'ennesimo tracollo di un Paese libero.





